Orientamenti per un’associazione partecipata

Pubblicato: dicembre 30, 2011 in Animazione, Educazione, Minori-Giovani, Volontariato

 Come ogni altro ambiente sociale anche l’associazionismo sportivo è influenzato dai valori dominanti del contesto in cui è inserito. Per questo motivo per affrontare il tema della partecipazione non si può prescindere dalla sempre più intensa penetrazione delle logiche di mercato nel mondo dello sport, siano essi la preponderenza degli interessi economici, l’esasperazione competitiva o l’enfasi per il successo a tutti i costi. Esaminare queste logiche non significa mettere in discussione il modello di produzione e scambio delle merci basato sul libero mercato ma la sua esuberante pervasività, le sue continue “invasioni di campo” in sempre nuovi territori dell’esperienza umana. Il tratto più tipico di questa cultura è la centralità che vi assume l’azione del consumo. Per dirla con una felice immagine sociologica: la figura sociale della modernità liquida è sempre di più quella del consumatore piuttosto che del cittadino, né tantomeno del lavoratore. Guardare il mondo attraverso i mercati implica un processo di alterazione della percezione di noi stessi e degli altri; l’abitudine a concepire le persone come consumatori rischia di appannare le nostre capacità di cogliere i legami profondi che esistono fra gli esseri umani. D’altro canto lo shopper ideale i tratti psicologici ed emotivi di un pre-adolescente; l’espansione del «capitalismo consumistico» richiede che i bambini diventino precocemente consumatori e che i consumatori si trasformino sempre più in bambini. Una sorta di infantilizzazione di massa dove il consumo viene ad assumere una funzione di baricentro/snodo dell’identità: “consumo quindi sono”, Lo sport non è esente da questa dinamica e, anzi, appare come uno dei settori maggiormente coinvolti in questa spirale iperconsumista, anche per il ruolo che assume nell’apparato simbolico-comunicativo della pubblicità. La mercificazione incessante cerca di aprirsi sempre nuove strade. Per certi versi l’azione del consumare si è trasformata in una sorta di modello dell’agire sociale in sé, un metro di paragone e di riferimento estendibile a tutte le attività umane. Da questo punto di vista possiamo concepire il consumismo come una filosofia implicita dell’azione che caratterizza e connota la vita contemporanea delle società occidentali. Le Associazioni sportive sono fortemente esposte a questi valori, anche a quei livelli (geografici e dimensionali) tradizionalmente “al riparo” dalla pressione economica o competitiva. Non a caso si sta facendo strada una riflessione critica che mira alla promozione di un modello di sport responsabile basato su Ridefinizione della mission societaria con il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti (dirigenti, allenatori, genitori, atleti, tifosi); Tutela dell’ambiente e rispetto della comunità. Lo sport è sostenibile quando incontra le esigenze della comunità sportiva di oggi e riesce a conciliarle con la tutela dell’ambiente naturale;  Promozione della salute. In una società dove aumentano le patologie della sedentarietà lo sport assume un fondamentale ruolo di fattore di salute individuale e collettiva; Giovani. Accompagnare l’allenamento fisico e atletico  con l’attenzione per la crescita umana dei giovani atleti, favorendo la trasmissione  di valori propri dello sport come la correttezza, l’onestà e il rispetto dell’altro; Favorire l’integrazione. Lo sport è un diritto di tutti e va quindi rifiutata ogni tipo discriminazione (di etnia, religione, orientamento politico, orientamento sessuale); La pratica del Far Play. In un contesto sempre più competitivo del successo ad ogni costo vanno riproprosti con forza il rispetto delle regole e dell’avversario, la non violenza e l’onestà. Democrazia e partecipazione. Occorre garantire la partecipazione attiva di tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente nella vita societaria in modo che le persone si sentano corresponsabili delle scelte effettuate; Promozione del tifo leale. E’ urgente farsi promotori di un tifo appassionato ma leale, divertente ma rispettoso; Lotta alla corruzione. L’ambizione della vittoria e l’eccesso ai benefici connessi (denaro, status, fama) è alla base di tentativi di guadagnare vantaggi indebiti e sleali, che falsano la sana competizione. E’ necessario lottare con ogni mezzo contro un fenomeno che rischia di corrodere alle fondamente il senso stesso dello sport; Gestione economica. L’organizzazione adotta principi e pratiche di correttezza e responsabilità che tengono conto dell’impatto sociale dell’impresa attarverso la massima trasparenza interna ed esterna (sponsor, fornitori). (SEGUE) L’intero articolo è inserito nel Supplemento di Animazione Sociale dal titolo “Associarsi per uno sport educativo”

 

 

Annunci

I commenti sono chiusi.