COLLABORARE cover 2018

Dal 18 gennaio è disponibile nelle librerie una nuova edizione del volume Collaborare: metodi partecipativi per il sociale, edito da Carocci (Roma). Il testo, ampliato e aggiornato, si propone come uno strumento per pensare e agire in un welfare plurale, capace di valorizzare le competenze, formali e informali, presenti in una comunità. Vai alla SCHEDA LIBRO                                                                                Promuovere coesione sociale, salute e qualità di vita attraverso l’azione congiunta di istituzioni, terzo settore, imprese e cittadini attivi è una prospettiva indicata da molte leggi e una vasta letteratura scientifica. Dalle politiche sociali alla prevenzione, dai programmi d’integrazione alla rigenerazione urbana, è sempre più evidente l’importanza di fiducia e cooperazione nel determinare benessere e sviluppo. Gli approcci partecipativi sono oggi chiamati a rimodularsi sui tratti di società locali profondamente mutate sul piano demografico (invecchiamento, migrazione), occupazionale (flessibilità, precarietà), relazionale (forme del legame) e culturale (valori, stili di vita, tecnologie). La collaborazione rappresenta il processo cardine dei nostri tempi. Di seguito l’indice completo del volume

Introduzione
1. Operare in un welfare in trasformazione 

Genesi e crisi di una grande conquista sociale/Crisi e complessità come parole chiave del contemporaneo/L’apoteosi dell’individuo consumatore/Le molte concezioni del benessere
2. Trasformazioni sociali e azione pubblica 
Una società in piena mutazione demografica e culturale/Pervasività della tecnica/Apatia politica e nuove forme dell’azione pubblica
3. Alle radici della collaborazione
La dialettica egoismo-altruismo: un dibattito ricorrente/Gli esseri umani come collaboratori nati?/Il processo collaborativo/Collaborazione e conflitto: un intreccio imprescindibile
4. Politiche pubbliche e coprogettazione 
Una molteplicità di attori/La collaborazione come requisito di una governance efficace
5. La partecipazione oltre la mitologia 
Un processo multiforme a intensità variabile/Creare condizioni favorevoli alla partecipazione/Esiste una domanda di partecipazione?/Creare un ambiente favorevole all’impegno sociale
6. Partecipare nell’epoca dei social media 
La comunicazione nel tempo dei social network/New media e pratiche collaborative
7. Politiche sociali e di cittadinanza attiva 
Includere generazioni e culture/Nuove generazioni e politiche giovanili/Un’inedita similitudine: anzianità e immigrazione
8. Promozione della salute e politiche territoriali 
Qualificare gli ambienti di vita/Le politiche territoriali
9. Conoscere contesti, attivare soggetti 
La metafora ecologica dell’intervento sociale/La ricerca-azione partecipata/L’osservazione partecipante/L’ascolto attivo/L’outreach/Photovoice e autonarratività/Il focus group
10. Costruire reti sociali, coordinare azioni locali 
Tessere reti collaborative/Coordinare gli sforzi su obiettivi comuni
11. Trasformare conflitti, sostenere percorsi di autopromozione 
Energia per il cambiamento/Accompagnare indirettamente
Bibliografia

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Autodifesa digitale

Pubblicato: dicembre 27, 2017 in Uncategorized

ALIENIDue giornate di formazione (16 ore) che mirano a far riflettere e ad acquisire strumenti pratici per un rapporto ecologico con le tecnologie digitali (Milano, 13 e 27 gennaio 2018). Il massiccio utilizzo di questi strumenti è un tratto caratterizzante la condizione degli adolescenti contemporanei. Ognuno possiede i propri dispositivi personali attraverso i quali può “evadere” in qualsiasi momento dal luogo dell’attività educativa e allo stesso tempo portarvi dentro il proprio mondo vitale; sono oggetti di relazione, costruzione di esperienze e realtà impensabili fino a pochi anni fa. Si è venuto a creare pertanto un contesto in cui non mancano le situazioni problematiche: cyberbullismo, accesso a contenuti pornografici e/o violenti, violazione della privacy, dipendenza, alienazione. Osservando da una prospettiva di pedagogia critica non è difficile scorgere in questo panorama dinamiche pervasive e oppressive generate dallo stesso ambiente digitale nei suoi elementi costitutivi. Di fronte alla pretesa gratuità di molti servizi, in un mondo in cui tutto e merce, la merce diventa l’esperienza stessa dell’utente e il suo mondo vitale. Le parole oggi accattivanti come “profilazione”, “personalizzazione”, “fidelizzazione digitale”, “gamification” costituiscono un ambiente che conduce alla riduzione dell’autonomia personale e del senso critico. Lo scopo del corso è quello di accompagnare insegnanti ed educatori ad approfondire e riflettere su queste tematiche e su come progettare e condurre attività finalizzate alla presa di coscienza. La prospettiva da cui ci si muove non è tecnofobica, ma volta a trovare una dimensione ecologica di relazione con le macchine, con attitudine creativa ed emancipante. Attraverso momenti di lavoro di gruppo e attivazioni esperienziali si progetteranno e sperimenteranno strumenti didattici volti a sostenere lo sviluppo di un rapporto consapevole e critico con gli strumenti digitali. Si proporranno attività ludiche per generare consapevolezza intorno ai propri bisogni e desideri tecnologici, per sviluppare comportamenti virtuosi che riducano il potere pervasivo degli strumenti digitali, per esplorare criticamente il mondo che si cela “dietro lo schermo”. Il corso è organizzato dall’agenzia di formazione Metodi in collaborazione con Ippolita (www.ippolita.net). Vai al PROGRAMMA COMPLETO

Scuola SDCPrende il via il 7 Ottobre 2016 a Milano la nuova edizione della Scuola di Sviluppo di Comunità (SCARICA IL PROGRAMMAorganizzata da Metodi in collaborazione con Istituto Italiano di Valutazione, Cooperativa sociale B-Cam e ARCO Cesena. La Scuola, di durata annuale, è organizzata in 21 giornate formative (con cadenza mensile fino a giugno 2017) che mirano a sviluppare competenze pratico-applicative (metodologie e tecniche) relative a: paradigmi dello sviluppo di comunità – ricerca-azione partecipata – progettazione dialogica e concertativa – attivazione e conduzione di gruppi – facilitazione di riunioni e meetings – costruzione e mantenimento di reti sociali – gestione della comunicazione sociale e new media – negoziazione e gestione dei conflitti – problem solving collaborativo. Per maggiori informazioni scrivere a comunicazione@retemetodi.it

Teatro di Comunità 2Nello scenario complessivo di un welfare in profonda trasformazione sta crescendo l’attenzione all’impiego dei gruppi all’interno di servizi, programmi e progetti dalle molteplici mission: dall’educazione alla riabilitazione, dalla promozione della salute al mutuo-aiuto, dalla prevenzione specifica all’inclusione sociale, dalla promozione del volontariato all’animazione di comunità. Metodi propone un CORSO DI FORMAZIONE ANNUALE (gennaio-dicembre 2016 a Milano)  (SCARICA IL PROGRAMMA) mirato  ad acquisire un bagaglio esperienziale e metodologico per il lavoro di cura e di sviluppo delle risorse e delle potenzialità delle persone, dei gruppi e delle comunità. Il corso ha come finalità lo sviluppo delle capacità strategiche e metodologiche per condurre gruppi in diversi contesti professionali (ospedali, scuole, servizi territoriali, associazioni, centri di formazione) attraverso un intenso training al ruolo di conduttore unito ad un approfondimento dei modelli teorici di riferimento. Per maggiori informazioni scrivere a comunicazione@retemetodi.it

 

 

Centra la scuola

Pubblicato: aprile 3, 2015 in Uncategorized

Centra la ScuolaCentra la scuola: interventi di sistema per la grave dispersione scolastica è il titolo del libro curato da Pierpaolo Triani, Ennio Ripamonti e Alessandro Pozzi pubblicato dalle edizioni Vita & Pensiero nel febbraio 2015. Il testo muovo dalla constatazione che vi sono studenti per i quali il rischio di dispersione è molto alto, e il loro rapporto con la scuola e con i compiti educativi da essa richiesti appare gravemente compromesso. Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno acquisito, nel tempo, un alto tasso di rifiuto e intolleranza nei confronti della vita scolastica congiunto spesso a un elevato grado di demotivazione. Questi vissuti hanno generalmente come conseguenza una forte indifferenza verso le richieste della scuola, una chiusura nel proprio mondo, un chiamarsi ‘fuori’, attraverso assenze prolungate e sfide quotidiane nei confronti dei docenti e dei compagni. Di fronte a tali fenomeni di grave dispersione scolastica le iniziative occasionali risultano quasi sempre inefficaci ed è necessario mettere in campo interventi di sistema dal forte valore educativo. È questo l’assunto di fondo che ha animato il progetto Centra la Scuola, promosso e sostenuto dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia nell’anno scolastico 2012-2013. Diverse sono state le sue peculiarità: le caratteristiche dei destinatari, il numero delle scuole coinvolte, la valorizzazione di esperienze consolidate già presenti nel territorio, il monitoraggio svolto al fine di definire una risposta generalizzabile. Questo libro ne presenta le ragioni, gli strumenti, le azioni progettuali e i modelli di intervento messi in atto; inoltre mette in luce che cosa un progetto così articolato e complesso può insegnare per la costruzione di interventi di prevenzione sempre più integrati tra sistema scolastico, sistema sociale, famiglie. Per uscire dal sentimento di impotenza e dal rischio della delega c’è bisogno di rilanciare la progettualità pedagogica. Con questo scopo, il volume si pone come strumento di riflessione e segno di strade percorribili, per insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, responsabili dei servizi e decisori politici. Scritti di: Bruna Baggio, Eugenio Brambilla, Micaela Francisetti, Paolo Larghi, Morena Modenini, Alessandro Pozzi, Ennio Ripamonti, Franco Taverna, Pierpaolo Triani. Per maggiori informazioni vai alla Sched

AstrattaSeminario formativo residenziale organizzato da MetodiEupilio (Como) nei giorni 8-9-10 maggio 2015. Il Laboratorio si propone di offrire ai partecipanti un’opportunità per aumentare la sensibilità relativa alle dinamiche ed ai processi che caratterizzano le relazioni tra gruppi e comunità, con particolare riferimento alle tematiche della crisi e del cambiamento.

Apprendere dalle situazioni di difficoltà . Il termine «crisi» costituisce un elemento ricorrente del dibattito pubblico degli ultimi anni e rappresenta un tratto distintivo e peculiare della contemporaneità, o forse di un’intera fase storica. Sappiamo che le crisi, di qualsiasi tipo esse siano, hanno un aspetto visibile e uno più occulto. Sebbene tendono a manifestarsi come rotture improvvise sono in realtà il frutto di un accumulo parossistico di squilibri. Ma se è vero che le crisi possono rappresentare delle straordinarie occasioni di cambiamento cosa rende possibile che ciò avvenga? Quali comportamenti – individuali e collettivi – consentono di «sopravvivere alle crisi» riuscendo nel contempo a generare mondi possibili? A dare vita a nuove configurazioni sociali e culturali? Abbiamo voluto scegliere come focus tematico del laboratorio di comunità 2015 il tema «crisi, motivazione, cambiamento» poiché si tratta processi cruciali del lavoro psicosociale, oggi più che mai intrecciati e sfidanti.

Saper cogliere i processi sociali. Il laboratorio di comunità è un potente e originale dispositivo formativo si consente ai partecipanti di comprendere in maniera approfondita alcuni dei principali processi che caratterizzano la vita di un sistema sociale complesso. Il laboratorio si configura come un luogo di ricerca e di sperimentazione, una sorta di teatro nel quale si può far vivere ciò che ancora non esiste e creare, attraverso una visione condivisa, un mondo di possibilità inedite. Si tratta di un’esperienza forte sul piano del coinvolgimento emotivo, poiché questa intensità favorisce l’invenzione, la costruzione e il cambiamento. Nel laboratorio non c’è un’ipotesi precostituita da verificare né tantomeno una tesi da dimostrare. C’è un punto di partenza e un’interazione dalla quale viene alimentata la ricerca e la scoperta; una palestra dove ci si può allenare ad essere protagonisti degli eventi sociali. Per questo insieme di ragioni assomiglia ad un percorso di esplorazione di un territorio sconosciuto, un itinerario non tracciato dove servono guide, attrezzature e punti di riferimento, ma nel quale non è dato sapere in partenza il risultato che si raggiungerà. In questo senso il Laboratorio è una straordinaria esperienza di training alla intraprendenza e alla gestione degli imprevisti, fenomeni altamente frequenti nel lavoro sociale contemporaneo.

Affinare le capacità di azione nella complessità e nell’incertezza. Il Laboratorio è un’esperienza formativa che ottimizza l’impiego della metodologia attiva, in particolare: è basato sulla immersione totale dei partecipanti nella situazione attraverso un dispositivo didattico-formativo appositamente concepito; ha un focus operativo e di analisi centrato sul «qui ed ora», concependo quindi – sulla base della lezione del T-Group ideato da Kurt Lewin – l’unità di spazio e di tempo come una possibilità d’intensificazione dei processi di apprendimento dall’esperienza; non parte da tesi precostituite ma, attraverso l’esplorazione e la ricerca collettiva, si pone nell’ottica di creare nuove risposte e sperimentare nuovi comportamenti; cerca di recuperare e sviluppare la creatività, l’inventiva, il senso di responsabilità ed il protagonismo dei partecipanti per interagire in un quadro di relazioni sociali; è attento ad indagare i diversi livelli delle interazioni sociali (interpersonali, intra-gruppo, inter-gruppo); si propone di collegare gli aspetti metodologici alla progettazione e alla gestione delle relazioni e dei processi. Il presente Laboratorio è inserito nella Scuola di Sviluppo di Comunità organizzata da Metodi ma è aperto a partecipanti esterni al corso.

Staff di conduzione Ennio Ripamonti, psicosociologo e formatore, socio fondatore e presidente di Metodi. Svolge attività di docenza presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università Milano-Bicocca. Davide Boniforti, psicologo di comunità e formatore di Metodi, cultore della materia di psicologia di comunità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mario Valzania, psicodrammatista e formatore, socio fondatore di Metodi ed esperto di conduzione di gruppo con metodologie di azione. Dirige la Scuola internazionale di psicodramma integrato di Metodi. Vai a: Programma dettagliato 

 

scuolaLa Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi e Magazine Vita organizzano a Milano, venerdì 19 dicembre dalle 15.30 alle 17.30 un incontro laboratorio che mette al centro i tema della dispersione scolastica. L’iniziativa si svolge presso Palazzo Giureconsulti, Sala Colonne, in Piazza Mercanti 2 (MM Duomo). Sono previsti interventi di PIERPAOLO TRIANI (Docente), ENNIO RIPAMONTI (Formatore), DANIELE GIARDINA (Dirigente scolastico), FRANCO TAVERNA (Educatore) e di docenti e educatori operanti all’interno del progetto contro la dispersione scolastica DONMILANI2 di Exodus. È stata invitata la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Dott.ssa DELIA CAMPANELLI. Agli interventi fanno seguito contributi liberi e un dibattito (coordinato da ALESSANDRO POZZI – ricercatore) finalizzato alla elaborazione di proposte da inviare al Governo per migliorare il “Piano per la Buona Scuola”. L’evento s’inserisce all’interno del Mercato della Solidarietà 2014, manifestazione organizzata con il Patrocinio della Camera di Commercio di Milano e la Presidenza del Consiglio Comunale del Comune di Milano. Per informazioni più dettagliate: Segreteria EXODUS, 02 210151, 348 6023173 E-mail: rserafino@exodus.it – info@exodus.it